Memorie di una geisha
22 luglio 2008 – 20:48di Lenticchia

La storia ha inizio negli anni precedenti la II Guerra Mondiale, in cui una bambina giapponese Chiyo Sakamoto (Suzuka Ohgo), di nove anni, e la sorella più grande Satsu Sakamoto (Samantha Futerman) vengono vendute dal padre e dalla madre gravemente malata.
Satsu viene venduta ad un bordello e Chiyo viene venduta alla Nitta okiya, una casa per
geishe.
Nella okiya, l’ancora bambina Chiyo incontra l’unica geisha in piena attività presente, la estremamente bella, ma crudele Hatsumomo (Gong Li).
A causa dei suoi occhi color dell’acqua (molto rari tra gli orientali) Chiyo ha un grande potenziale come geisha, ma Hatsumomo non può tollerare rivali, ed utilizza il suo status di geisha principale dell’okiya per maltrattare Chiyo.
Un incontro casuale con un uomo, il “Direttore Generale” (Ken Watanabe) estremamante gentile fa prendere a Chiyo la decisione della vita: diventare una geisha.
Il suo sogno comincia a tramutarsi in realtà quando, molti anni dopo, Mameha (Michelle Yeoh), una famosa geisha, visita la okiya per discutere della possibilità di addestrare una Chiyo ormai cresciuta (Ziyi Zhang).
Chiyo diventa la “sorellina” di Mameha e con rapidità soprendente comincia a fare quel che ha sempre desiderato: la maiko (geisha in formazione).
Con una cerimonia particolare gli viene conferito il suo nuovo nome: Sayuri.
Come primi lavori, Mameha le propone di intrattenere con le sue arti e la sua conversazione l’industriale Nobu Toshikazu (Kôji Yakusho), che ha come principale assistente il “Direttore Generale”.
Improvvisamente, il successo crescente di Sayuri porta la “Madre” (Kaori Momoi) a dichiararla “figlia prediletta”, nonché futura amministratrice della okiya, soppiantando sia Hatsumomo che Zucca (Youki Kudoh).
Un altro uomo irrompe nella vita di Sayuri: il dottor “Granchio” (Randall Duk Kim), che diventa il principale offerente nell’asta per accaparrarsi il suo mizuage (la sua verginità).
Sayuri diventa la geisha più celebre in tutta Gion e Hatsumomo è molto gelosa, così in un impeto di follia tenta di bruciare l’intera okiya gettando a terra le lampade ad olio.
Domato l’incendio, la reputazione di Hatsumomo rimane totalmente distrutta e viene scacciata dalla okiya per sempre.
La nuova posizione di Sayuri come tenutaria della Nitta okiya e come la geisha più famosa di Gion, tuttavia, durerà poco.
La seconda guerra mondiale cambierà le vite delle geishe per sempre. Sotto consiglio del “Direttore Generale” emigra in campagna, riuscendo così a sfuggire ai bombardamenti o alla deportazione come infermiera o prostituta d’alto bordo per ufficiali.
La lussuosa vita di Sayuri si tramuta in una vita di stenti, nell’oscurità della campagna profonda, ridotta al ruolo di contadina, ma alla fine si reincontrerà con l’industriale Nobu, in rovina.
Assieme, trovano il coraggio di tornare a Gion, dove Sayuri riuscirà a rimediare qualche kimono e riacquisterà la parvenza della geisha che era una volta.
Finalmente rivede il “Direttore Generale”, che assieme a Nobu cerca di ottenere finanziamenti statunitensi per ricostruire le industrie di loro proprietà.
Su un isola, in privato, Nobu finalmente confessa a Sayuri che vorrebbe diventare il suo danna, il mecenate, l’uomo che paga per ogni bisogno di una geisha.
Nonostante tutto, Sayuri ancora nutre sentimenti di amore per il Direttore Generale.
Successivamente arriva alla okiya un biglietto dove si legge che un danna ha deciso di scegliere Sayuri fissando un appuntamento in un gazebo di un parco lungo il fiume. Sayuri, andando all’incontro, incontra il “Direttore Generale”, che le fa anche una rivelazione: lui sapeva benissimo e da tempo che Sayuri era la piccola Chiyo. Su instigazione del direttore la geisha Mameha la aveva presa sotto la sua ala protettrice.
Le scenografie, i costumi, le musiche risultano essere accurate ricostruzioni del recente passato nipponico ed anche il cast è eccellente.
Questo film racchiude due temi fondamentali: l’arte e la tradizione delle geishe e il desiderio di vivere un amore impossibile della protagonista.
In questo film troviamo un mix di amore, gelosia, intrighi, il finto esotismo e il consolatorio lieto fine.
La frase:
“Non diventiamo geishe per perseguire il nostro destino, diventiamo geishe perché non abbiamo altra scelta!”.
